martedì 26 giugno 2007

IL LEGILSATORE

Questo dio è conosciuto con un’infinità di nomi, tra i quali il Patriarca d’Acciaio e il Signore Nero. I chierici del Legislatore credono che pronunciare il vero nome del loro dio porti ad una morte istantanea.
Il culto del Legislatore impone cieca obbedienza e riserva la divina provvidenza ai re e ai signori. Coloro che sono nati nella prosperità e nel potere hanno il dovere di governare, per contro chi è nato in miseria ha diritto solo a ciò che saprà guadagnare grazie alla fedeltà dovuta ai propri padroni.
Quella del Legislatore è la religione di stato di Hazlan, Nova Vaasa e Arshmork. Nel Latter il principe Othmar la usa per giustificare il proprio regime. I chierici del Legislatore tentano esportare e radicare la rigida cultura classista Vaasi ovunque si rechino. I chierici provenienti da differenti classi sociali non si mescolano mai tra di loro e la chiesa proibisce matrimoni tra persone di razza o ceto sociale differenti. Tutti i testi sono scritti in Vaasi e tutti i rituali possono essere eseguiti solo usando tali testi.
Durante la Grande Congiunzione il Legislatore divenne silente. Questo evento inspiegabile provocò uno scisma fra le fila dei suoi fedeli. Contro la fazione maggioritaria, convinta che il silenzio del dio fosse una prova destinata ad avere breve durata, si schierò una minoranza scettica persuasa che il Legislatore fosse ormai rimasto inerme. La chiesa del Legislatore perseguitò spietatamente questa minoranza, ma sopravvive tuttora un piccolo manipolo di chierici convinto che il Legislatore abbia trovato la morte durante il cataclisma e che ormai le preghiere a lui innalzate non siano altro che una litania di titoli vacui.
Ad Arshmork quella del Legislatore è la Chiesa di Stato. Il Patriarca d'acciao viene venerato in una magnificente cattedrale, ed è il dio della maggior parte delle grandi famiglie nobiliari

lunedì 25 giugno 2007

La famiglia Bathory

La storia ufficiale della famiglia Bathory inizia poco più di 500 anni fa, quando il primo Bathory, Shaithan, mise piede in quel di Kantora, la capitale di Nova Vaasa.
Portò con se la sua famiglia, ma non disse mai da dove veniva, quali erano i suoi obiettivi, e come era arrivato.
Tutto quello che si sapeva è che era la, e che vantava delle conoscenze ignorate dalla gran parte della popolazione.
Ci mise poco a farsi notare dalle grandi famiglie nobiliari e dal clero. Dai primi perchè aveva un modo di fare, un educazione formale e un carisma che un comune popolano non poteva aver acquisito, e dal secondo perchè professava una religione che somigliava molto a quella del Patriarca d'acciaio, se non per qualche piccola differenza di rituali e di forma.
Shaithan sapeva farsi apprezzare, era un interlocutore eccellente ed un forte guerriero, che combattè molte volte in nome del Patriarca, che aveva eletto a sua divinità, aiutando spesso anche le famiglie nobili, quando i suoi servigi erano richiesti.
Il Lord di quel tempo lo notò, e durante un banchetto per festeggiare una vittoria militare, gli donò degli appezzamenti di terreno e un titolo nobiliare.
Da qui, inizia l'epopea della famiglia Bathory, ancora oscura in molti dei suoi punti, ma chiarissima per quanto riguarda la loro presunta moralità e la loro sete di potere.

La famiglia Bathory continuò a far parlare di se quando i due figli di Shaithan, Satyr e Frost, presero per mogli due delle più contese nobili della città.
Il primo, Satyr, decise di seguire le orme del padre entrando nel clero del Legislatore come sacerdote, mentre il secondo preferì mandare avanti gli affari di famiglia, che nel frattempo si stavano sempre più espandendo.
A quanto si racconta, i due uomini vivevano nella stessa casa con le loro mogli, i genitori e i servitori, una grande magione ai limiti della città. Il gusto estetico dei due andava di pari passo con la loro smania di grandezza, e spesso venivano organizzati banchetti e feste, balli e quant'altro per ingraziarsi il favore delle famiglie nobili, e conquistare una fama che andasse oltre i ristretti confini della capitale.
Si narra che cose innominabili avvenissero durante alcuni dei festeggiamenti più "intimi", e che molti dei rampolli nobili nati in quel periodo fossero stati concepiti tra le mura del castello Bathory, ma nulla riuscì a provarlo, e nonostante le calunnie di quei pochi nobili benpensanti, tutta la faccenda finì per essere dimenticata.
Satyr ebbe 4 figli da due differenti mogli, mentre Frost 5 dalla prima, e una sola dalla seconda.
Entrambe le prime mogli dei due morirono in circostanze poco chiare, ma anche questa questione passò sotto silenzio, anche grazie alla collaborazione delle famiglie delle due defunte.

I Nove figli maschi, la terza generazione di Bathory, si dedicarono agli affari più disparati. Dalla guerra, al clero, al commercio. Tre di loro decisero di spostarsi da Kantora, per insediarsi a Bergovitsa e portare anche li il nome della famiglia.
Tutto continuò a funzionare per il meglio.
Ma quella unica figlia femmina, figlia di Frost e della seconda mogliecreò i più grossi problemi alla famiglia.
Si cominciava a mormorare che la ragazza non seguisse dogma del patriarca, ma che adorasse qualche altra divinità blasfema e che praticasse strani riti di sangue.
Fu accusata di eresia e imprigionata, per essere interrogata.
Pare che dopo la tortura, la ragazza riuscì a liberarsi usando i poteri che gli erano concessi dalla divinità che adorava, e scappò, non si sa bene in quale reame.
Il suo nome era Elizabeth, e la sua stirpe continua, a Richemulont, con il cognome Ulver.

Evidentemente i Bathory avevano già un certo potere manipolatore, e riuscirono a cavarsela anche in questa situazione, che avrebbe segnato la fine della famiglia se fosse stata usata nel modo sbagliato.

La quarta generazione di Bathory si dimostrò più accorta, e anche se divisa in numerosi rami in tutta Nova Vaasa, si mantenne sempre piuttosto unita grazie alle riunioni annuali, tenute nella magione Bathory a Kantora, in cui tutti i capi famiglia di ogni ramo decidevano la linea di condotta da utilizzare per il bene di tutti.

Pare che in queste riunioni mancasse sempre un solo componente, Aarseth Bathory, capofamiglia del ramo trasferitosi a Egertus, che preferiva mantenersi distaccato dagli altri per portare avanti la propria famiglia secondo i propri principi.
Aarseth era un uomo rude e fiero, che aveva poco a che fare con il resto dei Bathory. I suoi principi andavano oltre i compromessi e i mezzucci tipici della famiglia. Era un integralista Legislatoriano, e pare che ebbe numerosi figli, ma solo pochi, 3, riuscirono a superare i 5 anni.
Molti morirono subito dopo il parto, uccisi dal padre, peerchè troppo deboli o perchè non maschi, e quelli che vivevano venivano sottoposti a rigidissimi allenamenti fisici non appena erano in grado di camminare.
Ma è chiaro che i tre che sopravvissero si dimostrarono migliori del padre, tanto che lui rimase ucciso in un scontro di allenamento con uno dei tre, Shagrath.
Le leggende narrano che Aarseth morì con il sorriso sulle labbra mentre il figlio affondava la spada nella sua carne, e che ringraziò il Legislatore come estremo saluto.
Shagrath prese le redini del potere di quel determinato ramo, e continuò la politica estremista del padre, mentre gli altri due figli si dedicarono alla guerra, il primo, e al clero, il secondo.

Questo fu il ramo più longevo, e quello che si trasferì ad Arshmork, qualche generazione dopo.
Il primo Bathory ad arrivare ad Arshmork fu Fenriz, che prese in moglie una nobildonna di Richemulont, ignaro del fatto che si trattasse di una discendente della linea di sangue di Elizabeth Ulver, che un tempo fu una Bathory.
Il cerchio si è chiuso con la nascita del loro primo figlio, un bambino dalle doti eccezionali, che si dimostrò tanto forte fisicamente quanto spiritualmente. Il suo nome era Laer, eroe di guerra, morto nella battaglia alle stanze dell'alba, insieme ai suoi due figli maggiori.

L'ultimo di quella stirpe è Sephyr.