domenica 5 ottobre 2008

Che Burloni questi nobili!

sabato 4 ottobre 2008


Get a Voki now!

domenica 28 settembre 2008

Animali di Sephyr



da sinistra a destra : Nita, Torrhen, Rogar.

Sono i nuovi cuccioli di Sephyr, acquistati dall'allevatore Imracar.
Hanno poco più di un anno e sono ottimamente addestrati.
Sono tutti e tre Rottweiler a pelo corto, neri con macchie più chiare. Nita, la più piccola, è quella che Sephyr porta spesso con se nelle sue passeggiate. è più socievole degli altri due e meno aggressiva.
Torrhen e Rogar, nella maggior parte dei casi, stanno a guardia del palazzo Bathory, e vivono fuori, nel giardino, in un recinto fatto costruire appositamente da Sephyr.
Nita invece dorme prevalentemente in casa, nella stanza del nobile.


Burzum


Burzum invece è il cavallo di Sephyr. Completamente bianco, per quanto venga spesso bardato con i colori e le insegne della famiglia.

domenica 22 luglio 2007

Sibili e Alambicchi in quel di Morken

Antefatto: Sephyr si trova ad affrontare un orrido yuan-ti in quel della scogliera di Morken. Durante lo scontro, a causa di alcuni problemi tecnici (1 al ts su volontà) viene tramutato in un orrida biscia che striscia. Nonostante tutto, viene recuperato da Malghanis, il mago del gruppo, e portato nel laboratorio dell'alchmista per "cercare una soluzione". Ma la soluzione, non si trova.

Malghanis [Esterno] Cammina con passo celere ma senza correre per i vicoli, coperto interamente dal suo mantello logoro e dal cappuccio ben calato sulla testa. In braccio, avvolto in parte con il mantello, tiene, parzialmente nascosto alla vista, il legislatore Sephyr, ancora nella sua forma di vipera. Arrivato davanti all’ingresso della bottega si guarda intorno e, cercando di non farsi vedere da nessuno, apre la porta con la chiave e vi si infila velocemente all’interno.

Sephyr Bathory sibila di disappunto per i metodi di Malghanis, ma non si muove per ostacolarlo. Osserva la direzione, e non riconosce il luogo dove viene condotto, ma non protesta. Spera di potersi fidare del mago,nonstante tutte.

21:48 Malghanis :[Interno] Chiude la porta alle sue spalle e la assicura dall’interno con un paletto, quindi guarda Sephyr dicendo: [Scusa ma… prima devo fare una cosa, ci vorrà solo un attimo]. Posa la vipera sul bancone, quindi afferra dallo scaffale una candela e un barattolo vuoto di vetro. Accende la candela, in modo da illuminare solo parzialmente la stanza, quindi si toglie il mantello di dosso avvolgendoselo sul braccio e la mano. Rimane qualche secondo a guardare il legislatore indeciso sul da farsi, poi afferra il serpente con la mano avvolta, delicatamente ma con forza: [Spero che mi perdonerai…].

Sephyr Bathory sibila di nuovo, con più forza e protendendo le fauci verso il volto di Malaghanis, ma senza arrivare a morderlo. Evidentemente non è contento del trattamento. Cerca di fare forza per liberarsi, contorcendosi, ma la sua forza è notevolmente calata in seguito alla trasformazione.

21:54 Malghanis :[Bancone] Tenendo saldamente in mano il legislatore per la testa, lo alza in aria, in modo da stendere completamente la vipera quindi la infila con la massima cura nel barattolo appena messo sul bancone. Mantenendo tappato il barattolo con il mantello, afferra con l’altra mano un robusto pezzo di stoffa e, con uno scatto repentino, lo usa per sigillarne l’apertura: [Vedi, credo che sia sorto… un problema…].

Sephyr Bathory si avvolge sulle spire, prima di lanciarsi con forza contro l'improvvisato tappo e infilando i dentini, piccoli ma decisamente appuntiti, nel pezzo di stoffa. Rimane praticamente attaccato mentre cerca di fare forza con le fauci per lacerare la stoffa, senza successo. Si lascia cadere poi, continuando ad avvolgersi e a muoversi nervosamente all'interno del barattolo, mentre gli occhi ipnotici sono fissi sul mago.

22:00 Malghanis :[Bancone] Mantenendo fermo il pezzo di stoffa con la mano avvolta nel mantello, afferra con l’altra uno spago robusto e lo usa per sigillare definitivamente il barattolo che contiene Sephyr: [Vedi, mi dispiace che tu stia subendo questo trattamento, ma credimi… è necessario]. Una volta che il barattolo è ben assicurato, si rimette il mantello sulle spalle e lo trasporta, assieme alla candela, nella stanza attigua, il laboratorio alchemico, lontano dall’ingresso della bottega, posandolo su un robusto bancone al centro della stanza.

Sephyr Bathory continua a fissare il mago, calmandosi lentamente, molto lentamente. I movimenti del viscido e lungo corpo diminuiscono di secondo in secondo, fino all'immobilità. Ora Sephyrvipera è fermo, la piccola testa affilata sempre rivolta verso il mago, la lingua biforcuta che di tanto in tanto si mostra come unico segno di una malcelata impazienza. In ogni caso, ora sembra pronto ad attendere la risoluzione, o almeno la spiegazione, del problema.

22:06 Malghanis :[Laboratorio] Chiude anche la porta del laboratorio alle sue spalle, dando così l’impressione, dall’esterno, che la bottega sia chiusa. Quindi si siede vicino al bancone e fissa la vipera dentro al barattolo: [Sei comodo là dentro?] dice guardandolo dubbioso [Mmm… direi di no.]. Fa un profondo respiro poi comincia a spiegare: [Il motivo per cui ho deciso all’ultimo momento di non riportati è semplice… Vedi, sebbene non sia nato e cresciuto in questo posto conosco molto bene i vostri… costumi…] l’ultima parola è pronunciata con un certo disprezzo [So bene cosa pensate della magia e quello che fate a coloro che osano metterla in pratica. Non che la cosa mi disturbi, finchè non sono io a rimetterci, ovvio…].

Sephyr Bathory la testa della biscia sembra muoversi, mimando grottescamente un cenno di assenso prettamente umano. Le spire iniziano di nuovo a muoversi, palesando di nuovo il legittimo nervosismo dell'inquisitore traformato. Anche se tramutato, Sephyr cerca di mantenere la dignità che lo ha sempre contraddistinto, senza mostrarsi più indisponente del necessario nei confronti del mago.

22:12 Malghanis :[Laboratorio] [Ed è questo il motivo per cui ho deciso di trattenerti… Tu rappresenti un problema serio per la mia incolumità.] il suo sguardo si fa serio e la sua espressione severa [Vedi, di Trist e Gaunt potrei anche fidarmi, e sottolineo potrei, perché io non mi fido di nessuno. Quel rozzo avventuriero invece… Aiace… mi sembra troppo interessato ad arricchirsi per cercare rogne qui da me… Sì, forse dovrei eliminare anche lui, ci penserò…]Poggia un dito sul barattolo di vetro, vicino alla testa della vipera: [Tu invece, mio caro legislatore, sei troppo pericolo perché ti lasci in vita così, come se niente fosse… E questo mi riporta al prossimo punto, cioè cosa farne di te].
22:12 Malghanis ://Off pericolo = pericoloso

Sephyr Bathory rimane ancora fermo, oggettivamente impotente di fronte al mago. Gli occhi sono fissi su di lui, ipnotici e screziati come la pelle bicolore, verde e nera. Immobile, silenzioso e comunque irrequieto, non comunica in alcun modo il suo stato d'animo, che rimane, purtroppo, umano.

22:16 Malghanis :[Laboratorio] Fa un respiro guardando in alto, come se fosse annoiato: [Fermo restando che non posso lasciarti andare e per di più alla Cattedrale, dove non metterei piede neanche per tutti i libri del mondo, questo mi mette in una strana situazione in cui devo decidere della tua vita sebbene non abbia interesse alcuno a nuocerti, in quanto non mi hai ancora fatto nulla.]. Riprende a fissare la vipera: [Riesci a capire quello che dico o sto parlando a vuoto?]dice battendo leggermente il dito sul barattolo.

Sephyr Bathory si slancia di nuovo, con le fauci spalancate, stavolta contro il dito che batte sul barattolo, come a indicare che non accetta provocazioni di quel genere. Si ferma poco prima di andare a sbattere contro il vetro, alzando la parte anteriore del corpo e ripetendo quel gesto, quel cenno di assenso di poco prima. Non potendo comunicare in altro modo si limita a quello, prima di tornare a fissare il mago che potrebbe rappresentare tanto la sua salvezza quanto la sua condanna.

22:23 Malghanis :[Laboratorio] [Bene.] dice a conferma dell’assenso di Sephyr [Quindi cosa farne di te?] domanda alla vipera come e avvicina l’orecchio al barattolo come se si aspettasse una risposta. Rimane qualche secondo in quella posizione quindi si gira di scatto verso di lui dicendo: [Ammazzarti subito dici? Beh, questa può essere un’idea… ma francamente sul mio passato pesano già tanti di quegli orrori che vorrei evitare di coronare il tutto anche con l’omicidio di un legislatore-vipera…]. Rimane a pensare a qualcosa, poi dice sottovoce a sé stesso: [Del resto vorrei anche evitare di passare la mia vita in esilio su questo schifoso mondo.].

Sephyr Bathory rimane ancora fermo ad attendere il verdetto. non può convincere il mago a fare una cosa o un altra, non potendo comunicargli le sue idee, e si abbandona quasi all'idea di lasciare ogni cosa per colpa di una stupida trasformazione. Intanto, nel suo cervello ancora dotato di raziocinio, si formano dei pensieri che se solo riuscisse ad esprimere potrebbero forse convincere il mago a lasciarlo andare.

22:28 Malghanis :[Laboratorio] [Ho trovato!] dice con un sorriso [Un modo sarebbe quello di indagare sul tuo passato, in modo da scoprire qualche tuo scheletro nell’armadio. Ovviamente tu potresti aiutarmi in questo, dico bene?] si gratta il mento poi continua [Oppure potrei assoldare qualcuno esperto nell’arte dell’ipnosi per farti il lavaggio del cervello… Anche questa è un’idea]. Mentre osserva il nervosismo della vipera aggiunge: [La sai una cosa buffa? Quella stessa magia che tu tanto disprezzi potrebbe essere in grado di farmi comunicare con te, anche in questa forma…].

Sephyr Bathory sembra non replicare in alcun modo alle prima parte del suo monologo, annuendo solo verso la fine, subito dopo le parole "questa forma". Sephyr sarà anche un legislatore, ma non è stupido. Non vuole rimanere in quella forma, e se l'unica soluzione è ricorrere alla magia, accetterà quel sacrificio.

22:35 Malghanis :[Laboratorio] [E si, veramente buffo… Un legislatore che per salvarsi la pelle deve usare incantesimi arcani… A casa non vorranno mai credere a questa storia.] dice con un sorriso. [Si dà il caso che in quel libro che ho trovato nella caverna sia stato in grado di decifrare un incantesimo che potrebbe essere utile a comunicare. Perché tu vuoi comunicare, vero? Tuttavia ho bisogno di tempo per impararlo, una giornata non di più. Spero che nessuno dei tuoi familiari, amici o conoscenti sia così tanto affezionato a te da venirti a cercare dopo questo tempo, altrimenti questa storia finirà in maniera spiacevole].

Sephyr Bathory annuisce di nuovo, stranamente remissivo e pronto a sopportare quell'umiliazione. Torna tranquillo riavvolgendosi su se stesso, senza guardare ulteriormente il mago ma concentradosi sull'ambiente circostante. Osserva i flaconi, le boccette e gli alambicchi dell'alchimista, con curiosità. Poi nient'altro, abbassa la testa e chiude gli occhi, come se stesse dormendo.

22:43 Malghanis :[Laboratorio] Tira fuori dalla tasca una fiala di fuoco dell’alchimista che aveva portato in quella caverna e non aveva usato. Prende un portaprovette e lo appoggia sopra il barattolo, sulla striscia di stoffa, quindi su di essa mette la fiala. Sposta tutto questo aggeggio, con molta cura, sotto un alambicco contenente una sostanza verde, quindi gira leggermente una maniglia. Qualche goccia di quella sostanza cade sopra il tappo di sughero della fiala di fuoco dell’alchimista corrodendola ed identificandola, quindi, come acido.

Sephyr Bathory continua a stare immobile in quella posizione, aggrappandosi alla propria fede e alla propria autostima per non cedere e tentare qualcosa di avventato, che lo porterebbero senza dubbio a qualcosa di spiacevole. I pensieri si accavallano confusamente nella sua mente rimasta identica, pensieri che lo potrebbero portare a riconsiderare le sue convizioni sulla magia se gli fosse dato un motivo valido.

22:47 Malghanis :[Laboratorio] [Sai cosa succede quando l’acido entra a contatto con il fuoco dell’alchimista? Bum!] ride divertito [Lo so che a te sembra una barbarie, ma questo è l’unico sistema che mi è venuto in mente per tenerti sotto controllo. Se per qualche ragione qualche testa calda di inquisitore mi scoprisse e io non potessi tornare qui a cambiare il tappo ogni giorno saresti tu a rimetterci. Ah, e vedi anche di non scuotere troppo il barattolo, faresti una brutta fine, quindi vedi di collaborare eh?]. Si alza dalla sedia lentamente: [ Ti prometto che il prima possibile comprerò una gabbietta dove tenerti, possibilmente di piombo, così evitiamo episodi spiacevoli, vero?] conclude facendogli un occhiolino.

Sephyr Bathory non cede alla provocazione continuando a far finta di dormire. Un singolo movimento della coda, però, potrebbe far capire all'alchimista che Sephyr è ancora sveglio, e non reagisce per sua volontà. Il mago però ora sta esagerando. Le provocazioni si sopportano fino a un certo punto, e Malghanis sta oltrepassando quel limite.

22:54 Malghanis :[Laboratorio] Fa per uscire, poi si ferma di scatto voltandosi: [Ma tu cosa mangi? Mmm, topi direi. Vedrò di procurartene qualcuno. Probabilmente al porto.]. Si ferma un secondo a riflettere poi dice: [E’ un peccato che sia andata così, in altri casi saremmo potuti diventare ottimi amici… forse… Ma magari questa storia servirà per farci conoscere meglio, non credi? Ora devo andare. Mi raccomando tu dormi tranquillo, cercherò io di rimediare a tutta questa faccenda e a te non sarà torto un capello se tutto andrà come voglio io. Buonanotte]. Detto questo esce, spegnendo la candela e lasciando Sephyr al buio. Quindi si avvia verso casa.

Sephyr Bathory osserva inquieto la trappola preparata da Malghanis, e probabilmente rimarrà così tutta la notte, insonne e preoccupato per la sua sorte. Tuttavia, la speranza e la fede sono forti in lui, e gli impediscono di crollare e cedere anche a quell'ultima provocazione. Torna ad avvolgersi su se stesso, con la testa affusolata al centro delle spire, gli occhi spalancati a fissare quei flaconi e quelle boccette dall'aria così inquietante.

domenica 1 luglio 2007

Il grifone

I Bathory, dal loro arrivo a Nova Vaasa, hanno sempre portato con se uno stendardo che ormai ha perso di senso.
Il suo significato e la sua storia sono stati dimenticati dalle nuove generazioni di Bathory, rimane qualche leggenda, ma non si sa quanto sia reali.
Le leggende narrano di uomo, presumibilmente il capostipite della famiglia Bathory, che si accompagnava alla sua lotta contro il "male" (anche sul concetto di male dei Bathory ci sarebbe da discutere) a una di queste creature mitologiche.
Pare che gli fosse stato donato da un mago, o da una divinità, a seconda di quale ramo della famiglia si interpella in merito, in seguito a un qualche genere di favore.
Anche sul nome di quest'uomo, e sulla sua provenienza, ci sono diverse teorie e leggende. Alcuni dicono che si chiami Bathor, e fosse il fondatore della dinastia che da lui prende il nome, altri semplicemente lo chiamano "il cavaliere". La sua provenienza, poi, è un mistero.

Una diatriba sull'uso di quel simbolo si è avuta durante il 5° concilio delle famiglie, organizzato a palazzo Bathory a Kantora.
Ci fu chi li lamentò del fatto che il grifone non rappresentasse appieno il legame tra la famiglia e la fede nel patriarca.
Ma questo problema fu ignorato e il simbolo continua a vivere anche adesso.
stendardo ufficiale:
un grifone rampante bianco che si staglia su uno scudo nero e argento.

Sephyr

Sephyr è un personaggio controverso, dalle mille sfaccettature.
è difficile che qualcuno riesca a coglierne la vera essenza solo parlandoci, o osservandone il comportamento. Anche i suoi più stretti collaboratori fanno fatica a trovare un senso logico alle azioni apparentemente arbitrarie e contradditorie del nobile.
Ci sono cose chiare, però.
Tra queste, il suo arrivismo e il suo egocentrismo.
Non ama scendere a compromessi, ma se lo fa è evidentemente per ragioni assolutamente personali.
Per lo stesso motivo, non ama perdere, ma nella società Morkeniana ha imparato ad accettare le sconfitte e rialzarsi.
E' evidente che ha scopi nella vita: alcuni sono palesi, altri un pò meno, ma sono perseguiti da Sephyr con lo stesso fondamentale impegno.
Non è un sadico, tantomeno un violento. Almeno non nella sua visione di sadismo e violenza.
Ma purtroppo le circostanze lo portano ad agire contro quella la comunità potrebbe definire "bontà".
La sua fede nel patriarca è forte, anche se non incrollabile come quella dei più stolidi seguaci, e per questo si trova spesso a dubitare o a porsi domande.
Ma ha imparato ad ignorare buona parte delle domande per continuare a vivere in pace con se stesso e con il clero, anche in virtù della sua carica all'interno della comunità.
E' una persona che fondamentalmente ama la pace e la tranquillità, ma dove la guerra è necessaria non esita a scendere in campo, ma spinto più dalla sua sete di potere e gloria che per i veri ideali che dovrebbero muoverlo.
Si sente anche oppresso dall'onere di continuare la stirpe, ma nello stesso tempo teme che la sua progenie possa non essere degna di appartenere allo stesso ceppo di suo padre, e forse per questo non ha ancora preso moglie.
Tutto il resto, tutte le motivazioni che lo spingono a fare le sue scelte, sono sconosciute, forse anche a lui.

martedì 26 giugno 2007

IL LEGILSATORE

Questo dio è conosciuto con un’infinità di nomi, tra i quali il Patriarca d’Acciaio e il Signore Nero. I chierici del Legislatore credono che pronunciare il vero nome del loro dio porti ad una morte istantanea.
Il culto del Legislatore impone cieca obbedienza e riserva la divina provvidenza ai re e ai signori. Coloro che sono nati nella prosperità e nel potere hanno il dovere di governare, per contro chi è nato in miseria ha diritto solo a ciò che saprà guadagnare grazie alla fedeltà dovuta ai propri padroni.
Quella del Legislatore è la religione di stato di Hazlan, Nova Vaasa e Arshmork. Nel Latter il principe Othmar la usa per giustificare il proprio regime. I chierici del Legislatore tentano esportare e radicare la rigida cultura classista Vaasi ovunque si rechino. I chierici provenienti da differenti classi sociali non si mescolano mai tra di loro e la chiesa proibisce matrimoni tra persone di razza o ceto sociale differenti. Tutti i testi sono scritti in Vaasi e tutti i rituali possono essere eseguiti solo usando tali testi.
Durante la Grande Congiunzione il Legislatore divenne silente. Questo evento inspiegabile provocò uno scisma fra le fila dei suoi fedeli. Contro la fazione maggioritaria, convinta che il silenzio del dio fosse una prova destinata ad avere breve durata, si schierò una minoranza scettica persuasa che il Legislatore fosse ormai rimasto inerme. La chiesa del Legislatore perseguitò spietatamente questa minoranza, ma sopravvive tuttora un piccolo manipolo di chierici convinto che il Legislatore abbia trovato la morte durante il cataclisma e che ormai le preghiere a lui innalzate non siano altro che una litania di titoli vacui.
Ad Arshmork quella del Legislatore è la Chiesa di Stato. Il Patriarca d'acciao viene venerato in una magnificente cattedrale, ed è il dio della maggior parte delle grandi famiglie nobiliari